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Nel corso della sua vita e con l’esperienza maturata con i bambini, Suzuki elaborò un metodo, chiamato “Educazione del talento”, per sfruttare al meglio le potenzialità infantili. Suzuki studiò in Germania e si accorse come per lui fosse difficile apprendere la lingua tedesca a differenza di un bambino che con facilità imparava in breve tempo a parlare correttamente la lingua madre. Quest’osservazione fu il punto di partenza per formulare il suo metodo.
Ogni cosa proposta ad un bambino, viene da lui appresa: per questo importante fornire al bambino gli stimoli corretti per creare e sviluppare al massimo il suo talento. E’ errato credere che il talento sia innato. Esso non è ereditario, va educato, coltivato e sviluppato nel modo corretto. Ogni bambino alla nascita ha le stesse identiche possibilità di un altro bambino, è solo la sua capacità di adattarsi all'ambiente che li differenzia. Sono l’ambiente e le influenze psicologiche che contribuiscono alla formazione del talento e delle doti di un bambino.
Più l’ambiente è ricco di stimoli più il bambino svilupperà del talento, al contrario se riceve pochi stimoli avrà una personalità povera.
La figura del genitore, primo educatore del bambino, assume una maggiore responsabilità se si parte proprio dal presupposto che il talento non sia innato. Il genitore non deve desiderare che il proprio figlio diventi “qualcuno”, deve credere e lottare affinché egli diventi una persona ricca d’animo in modo che possa trovare la felicità. Suzuki formulò ,attraverso la musica, uno dei migliori metodi per educare i bambini. I genitori devono migliorare i propri atteggiamenti e abitudini per favorire un’intesa con il bambino. Il bambino si deve divertire mentre suona, non deve essere obbligato.
In tal modo impara ad amare ciò che fa. Pian piano il bambino sviluppa la propria abilità che si ottiene mediante la ripetizione, l’esperienza, la voglia di agire e di migliorarsi sempre più. Giorno dopo giorno l’abilità, se costantemente esercitata, cresce. E' la ripetizione che rende facile una cosa.
Ogni bambino può imparare a suonare uno strumento. Come in tutte le discipline, è importante non voltare le spalle al bambino in difficoltà e a tutti quelli che fanno fatica ad apprendere. Le carenze del bambino possono essere recuperate ed eliminate, anche se in tempi molto lunghi, e si trasformeranno in abilità.
L’abilità è vita. Ci vuole volontà, pazienza e costanza per sviluppare le proprie abilità. Bisogna poi sviluppare l’intuito che è la fiducia in noi.
Quindi è importante educare, non istruire.
E’ molto importante far conoscere al bambino persone pure e nobili d’animo in modo che possano trasmettergli le loro caratteristiche. Per cogliere le qualità di tali persone e farle sue, il bambino dovrà essere umile, sincero, con capacità di scegliere; sentimenti che gli devono essere insegnati fin da piccolo dai genitori. Prima bisogna formare il carattere e poi le capacità. Suzuki partendo da tutti questi presupposti, che sono poi i valori della vita, studiò un metodo per aiutare il bambino ad apprendere questi valori. Fondamentale è la presenza costante del genitore che aiuterà il bambino quando non c’è l’insegnante. Il genitore deve saper stimolare il figlio.
Lo studio del brano non è un obbligo ma un gioco; il bambino deve vedere il suo strumento come gioco. Solo così sarà invogliato a suonarlo perché si diverte. L’insegnamento è sempre mediante giochi e immagini conosciute dal bambino. I brani saranno appresi attraverso l’ascolto, la memorizzazione e la ripetizione. Lo studio-gioco deve essere regolare, quindi giornaliero. La costante ripetizione creerà l’abilità, la facilità di suonare ed i miglioramenti saranno assicurati. S’insegnerà poi l’interpretazione, la sensibilità al gusto musicale ed al fraseggio della musica antica e moderna.

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